Data Pubblicazione: 7 Settembre 2017

Milano 2025, nuove case e giovani in arrivo: la città avrà 1,4 milioni di abitanti

È una Milano che è tornata a crescere quella che adesso disegna il suo futuro. E fissa gli obiettivi strategici che dovranno orientare la revisione del Pgt, il libro mastro dell’urbanistica che segnerà lo sviluppo della città dei prossimi anni. Perché il cambiamento è già iniziato e, dice Palazzo Marino, dovrà continuare. Una “nuova fase” che ha trovato un primo segnale concreto di mutazione proprio nella carta di identità demografica. È da lì che si riparte. Da una popolazione che, “dopo una lunga fase di declino”, ha ricominciato a salire grazie ai giovani – i residenti sono arrivati a un milione e 368mila, 75mila in più rispetto al 2008, quasi 18mila dei quali sbarcati negli ultimi tre anni – e soprattutto proseguirà la scalata.

Da qui al 2025, le proiezioni del Comune fissano a un milione e 418mila gli abitanti, con un balzo del 3,6 per cento. E le elaborazioni del Cresme – il centro di ricerche economiche e sociali del mercato dell’edilizia – alzano ancora l’asticella arrivando a quasi un milione e mezzo, oltre 100mila milanesi in più e una previsione dell’11,2 per cento di residenti extra.

Crescono gli abitanti fino a superare nel 2025 quota 1,4 milioni e, nella migliore delle ipotesi, ad arrivare a quasi 1,5 milioni, con 100mila residenti extra. E crescono le famiglie, che nel 2022, dicono le stime di Palazzo Marino, saranno 20mila in più, passando da 674mila a 694mila. Ma la trasformazione non riguarderà solo i numeri. Milano è tornata a essere attrattiva soprattutto per i giovani – tra il 2014 e il 2016, la componente italiana è salita dell’1 per cento, del 4 per cento nella fascia tra i 19 e i 34 anni – e gli universitari arrivati a 171mila iscritti, il 13 per cento della popolazione. È per loro, ma anche per una quota di anziani che continua a essere molto alta – gli over 75 sono il 16 per cento degli abitanti – e per famiglie sempre più piccole e frazionate, che bisognerà costruire le nuove case. Con una necessità di realizzare abitazioni in affitto, a basso costo, “in grado di adattarsi sia economicamente che temporalmente e spazialmente al cambiamento delle esigenze”. (…)

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Autore: La Reppublica

Fonte: La Reppublica

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