Data Pubblicazione: 30 Gennaio 2018

Il sogno di una Casa di qualità

Doxa@Home: gli italiani investono in sicurezza, comfort e domotica

Anche la Doxa lo ha confermato con un suo recente studio sulla Casa, gli italiani sono sempre più interessati alla domotica (“smart home”), alla connessione integrata, all’efficienza della propria abitazione. Se hanno qualche euro da investire lo utilizzano principalmente per aumentare la sicurezza e il comfort abitativo che oggi sono le loro due priorità. Come ilQI sono almeno un paio di anni che abbiamo evidenziato questa importante tendenza di chi abita (nel senso più ampio occupa, possiede, utilizza, dimora) un immobile: sicurezza, intesa come antiintrusione ma anche sicurezza impiantistica, e comfort, inteso come salubrità degli ambienti, qualità della vita, climatizzazione. La casa non è più solo il luogo dove si torna la sera dopo gli impegni lavorativi, la casa diventa sempre più luogo connesso e postazione di lavoro occasionale, un’ibridazione degli spazi che coinvolgerà sempre di più casa e ufficio. Spazi di qualità, sicuri e comfortevoli che permettono di riposare, lavorare, stare con i propri cari durante sempre più ore nella giornata. Un grande passo in avanti rispetto alla maggior parte dello stock abitativo esistente oggi in Italia.

Secondo l’Osservatorio Doxa @Home “per il 74% degli italiani la casa è il rifugio per eccellenza, non solo in termini economici ma anche sul piano emotivo”, noi diremmo emozionale: per un italiano su 4 c’è un progressivo attaccamento alla propria abitazione. Questo vuol dire che lo storico amore degli italiani per la Casa esiste ancora. L’Osservatorio Doxa @Home è stato lanciato a fine novembre 2017, con l’obiettivo di “entrare” nelle case degli italiani, capire come le scelgono, come le vivono, come le cambiano. Per oltre 8 italiani su 10 la casa in cui abitano è di proprietà e oltre la metà l’ha acquistata da solo/a o con il proprio partner. Diciamo però che la ricerca non evidenzia l’innegabile ascesa della locazione o delle abitazioni ad affitto breve. Nel 62% dei casi della proprietà si tratta di un appartamento in un condominio, percentuale che sale all’85% nei comuni con oltre 250.000 abitanti. Con tutte le conseguenti difficoltà di efficientamento immobiliare in ambito condominiale. “L’ampiezza media della casa si attesta attorno ai 105 metri quadri, con appena il 5% della popolazione che vive in unità abitative di dimensioni inferiori ai 50 metri quadri. Sei abitazioni su 10 sono corredate da uno spazio all’aperto: uno o più terrazzi (34%), giardino privato non condominiale (29%), orto privato (13%) o, persino, campo coltivabile/frutteto (8%)”. Ecco, possiamo dire che questa sarà la tendenza dei prossimi anni, il verde urbano, anche condomniale. Un intero settore si sta sviluppando e noi gli daremo spazio, anche perchè il legislatore ha colto la necessità di introdurre agevolazioni fiscali in questo tipo di investimento. Sull’argomento è di oggi l’accordo a Milano di Assimpredil Ance con Assofloro per il verde urbano.

Ma parliamo di domotica: quasi due terzi della popolazione intenzionata a investire nella smart home. Impianti, elettrodomestici, comandabili a distanza in ottica di riduzione dei consumi e degli sprechi energetici. Però, per quasi un italiano su tre la protezione della privacy potrebbe essere a rischio. La Doxa lo chiama effetto “grande fratello” ma qui entriamo in un terreno minato, un tema quello della privacy che è il vero grande punto di domanda della nostra generazione “iperconnessa”.

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Autore: Doxa Home

Fonte: Doxa Home

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